-Non c'è amore!- -In chi?- -In Lei, osservala... vedi come abbassa lo sguardo? Ha paura di incrociare gli occhi degli altri ragazzi, non c'è più amore in Lei!- -Sarà la solita ragazza timida, quella non la smuovi nemmeno se le regali un anello di diamanti.- -Sei fuori strada, ha subito una violenza quando era più piccola, ha scoperto quanto fosse sporco il sesso quando avrebbe dovuto giocare con le sue bambole, le hanno portato via l' infanzia, il futuro e la capacità di amare se stessa e gli altri!- -Oh Dio, non lo sapevo, non avrei mai immaginato che... - -Non riesci nemmeno a pronunciarlo, mai nessuno immagina il peggio, tranne loro, perchè l' hanno vissuto!-
Questo breve dialogo immaginario tra due ragazzi ad una festa penso che sia il modo migliore per introdurvi un argomento delicato qual è l' abuso sui minori. E' una realtà più vicina di quanto si possa immaginare e voglio iniziare a sensibilizzarvi sull' argomento perchè la sensibilità e la comprensione sono l' unica medicina per aiutare chi ha sofferto, per guardare al di là dell' apparenza, per riuscire a vivere meglio con se stessi e con gli altri. Con l' abuso sessuale nella mente del bambino tutto si ferma, tutto si blocca, tutto lo riconduce a quegli attimi di terrore, in quegli attimi nei quali la vittima si annulla, cerca di pensare di non esistere. -Forse se penso che io non esisto; che questo momento non esiste, forse mi farà meno male!- Per queste ragazze e ragazzi (perchè non scordiamoci che sono vittime della pedofilia anche i maschietti) il dolore fisico passa, ma quella ferita profonda che trafigge l' anima se la porteranno per il resto della vita! Quella incapacità di amare se stessi, la voglia di rendersi invisibili agli occhi della gente perchè provano vergogna, come se sia stata colpa loro, come se loro fossero la vera causa della violenza. -Forse me lo meritavo, forse sono io il problema, non sarò una brava bambina.- Piccole creature indifese che hanno visto in faccia l' odio umano e lo hanno analizzato, capito e archiviato nella loro testolina. L' unica sfortuna di questi bambini è di vivere in una società cieca, che prova vergogna, che ingoia tutti i rospi della famiglia che somatizza il tutto, ed è così che noi diventiamo complici di quell' orco chiamato pedofilo! -E' meglio che la gente non sappia!- ...già la gente, ma la gente cosa ha fatto per te? Niente. Voi vi chiederete: -E il bambino come crescerà?- Spaventato, colpevole e sporco per quello che gli è capitato, gli è stata rubata l' innocenza, non scordiamolo. -Guarirà mai?- Guarire? Non si guarisce, non è un virus, non esistono antibiotici! E' un ostacolo il più grande della sua vita e non lo sa, se lo troverà davanti quando inizierà a scoprire la sua sessualità, quando vedrà i suoi amici avere i primi fidanzatini e fidanzatine e spaventarsi di ciò. Come Lei, la ragazza della conversazione: l' idea che qualche ragazzo possa avvicinarla la terrorizza, la paura che possa rivivere quell' incubo la fa tremare e così sarà costretta a rimandare quelle esperienze che solo in quell' età tra i 13 e i 18 anni possono essere le più dolci e sincere di tutta una vita. Le rimanderà finchè non riuscirà a gettare via i panni del bambino adulto e a comportarsi da adolescente, finchè non riuscirà a liberarsi di quella "colpa" parlandone con qualcuno, che sia un ragazzo incontrato ad un bar, un' amica, un parente, una persona qualsiasi, non importa, l' importante è sentirsi liberi, vivi per la prima volta, riuscire a togliersi un peso non lasciando che il silenzio prenda il posto delle parole. Vivrà di nuovo in Lei la curiosità verso le persone, per scoprire che non sono tutti dei mostri, riscoprirà l' amore verso se stessa e amando se stessa riuscirà ad amare anche gli altri. Tutto questo potrebbe avvenire se qualcuno di noi si soffermasse di più su chi ha di fronte, se smettesse per una volta di far funzionare il proprio Ego in maniera eccessiva, se si donasse un po' di tempo a qualcuno, se si riuscisse a capire il vero concetto di Amore che non ha nulla a che fare con il "Ti Amo" detto tra due innamorati. Si parla di Amore per la vita, quel profumo che solo pochi riescono a sentire! Imparate a guardare gli altri come persone, come qualcuno che ESISTE, perchè tra l' apparire e l' essere c'è una bella differenza!
domenica 26 settembre 2010
giovedì 23 settembre 2010
Università & altre catastrofi - atto secondo (me)
ROMA,CATANIA, BOLOGNA, PARMA, BARI, PISA, TORINO, MACERATA, GENOVA, RAGUSA, ASSISI, FIRENZE, NAPOLI, SIENA, CAGLIARI, MILANO, PALERMO, LECCE e così via, chi più ne ha, più ne metta.
Da Sud a Nord gira aria di gelida tramontana già da molti mesi! No,non si tratta degli effetti dello scioglimento dei ghiacciai, né delle correnti scandinave; per una volta tanto la crisi ambientale non c’ entra, poiché ciò che è in atto è un vero e proprio elogio dell’ ignoranza!
Università costrette a far tardare l’apertura, o addirittura a smantellare interi corsi di laurea anche FONDAMENTALI, come ingegneria, economia o giurisprudenza. Non si parla di semplici accorpamenti, ma di vere e proprie chiusure di battenti, con conseguenti orde di studenti smarriti e abbandonati a loro stessi, impossibilitati a seguire, o anche semplicemente ad immatricolarsi ai corsi di laurea da loro desiderati.
Dopo le sempre più rigide iscrizioni a numero chiuso, ecco un altro inquietante scenario che si presenta dinanzi al neo-diplomato che si accinge a discernere sul proprio futuro: le iscrizioni a numero nullo!
Il perché non risiede in una rivolta generale (giustificata) della quasi totalità di ricercatori italiani, spesso spalleggiati da professori ordinari ed associati, ma nella miccia che ha innescato la loro protesta: l’ennesima operazione di malgoverno e di ‘anticultura’ emanata dal ministero dell’ istruzione,e tranquillamente supportata dal Presidente di questo,e tanti altri ministeri.
Un ministero che da un lato propone ‘meritocrazia’, ma dall’ altro non promuove nulla di concreto e stimolante per potenziare la generalità degli atenei italiani, e far raggiungere loro livelli di qualità proporzionati e ben distribuiti su tutto il territorio.
La riforma, invece, sacrifica ulteriormente la già presente instabilità di numerose università italiane, con un taglio dei fondi alle strutture con bilanci in rosso (chi tra loro non presenta debiti,scagli la prima pietra!),e propone sì un aumento di posti di lavoro per i ricercatori, ma opera al contempo tagli netti sul personale docente!
Il finale di questo squallido filmino di serie B? Ricercatori che vanno a tappare i buchi creati dalla riforma, ovviamente rigorosamente sottopagati (o per nulla retribuiti) e caricati come muli da ore ed ore di lezione in esubero. Si pensi che un ricercatore si trova anche a doversi sottoporre al doppio delle ore e dei corsi previsti per un normale docente; e si consideri che, docenze a parte, si dovrebbe anche trovare il tempo..così..nei buchi tra un test e un seminario, nella pausa pranzo magari per svolgere le mansioni per cui ci si è iscritti al dottorato e per cui si son conseguite 2,e dico 2 lauree: la ricerca!
Del resto, comprendo anche le buone ragioni del governo: in Italia la ricerca è ai minimi storici..perchè incentivarla? Perché stanziare fondi ad università ‘scansafatiche’, che osano trovarsi al verde nell’ arduo tentativo di offrire qualità e servizi prima vacanti alle generazioni future? Perché dover osservare quell’ insulso Articolo 34 della Costituzione(‘I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi’), assicurando diritti alle istituzioni universitarie ‘prive di mezzi’?
Molteplici son le risposte a tali quesiti che potrei scandagliare in questo momento, ma ve n’è una che domina su tutte: un Paese che non investe sul proprio futuro e sulla propria cultura è destinato alla morte cerebrale, all’ ignoranza, all’oppressione, alla tirannia di coloro che costruiscono il proprio potere sull’ inettitudine e la paralisi altrui! Uno Stato siffatto non avrà nulla da invidiare ,un giorno, ai regimi Comunisti e Nazisti d’inizio ‘900, e,ahimè, presenti ancora in numerosi Paesi in via di sviluppo.
Quale sia la soluzione a tutto questo non so dirlo con certezza,né mi azzardo in mirabolanti ipotesi; un solo consiglio vorrei esporre alla vostra attenzione: occhi aperti e mente salda!
I ritardi nella ripresa delle lezioni non sono semplici settimane ulteriori di vacanza, ma possono trasformarsi in utili occasioni di confronto, di presa di coscienza,e..perchè no?Di rivolta! Non restiamo ancora una volta impassibili, mentre ci sfilano di tasca diritti e doveri; la loro rivoluzione è anche la nostra, non cerchiamo di imitare gli struzzi, che al primo alito di vento si alienano sotto un fragile cumulo di sabbia! Ad ogni azione, una reazione uguale e contraria; è la fisica, ragazzi!
Università & altre catastrofi - lettera aperta al governatore della Regione Puglia
Signor presidente, d’accordossimo con lei quando dice ‘Dobbiamo allearci con il paese e con le giovani generazioni’.
Mai come adesso le giovani generazioni e il sistema scolastico e universitario cui vengono sottoposte stanno vivendo un momento di crisi nera, e vengono abbandonate in balia di loro stesse.
Il problema fondamentale è che nessuno,stampa in primis, si degna di porre alla luce quelle che sono le vere problematiche, e così noi poveri studenti italiani ci ritroviamo bombardati di notizie più o meno inutili e quanto mai lontane dal nostro mondo: battibecchi tra politici, calendari di veline, scioperi dei calciatori e quant’altro.
La prego,signor presidente, si faccia portavoce almeno lei di noi studenti!Si faccia potavoce del futuro, della cultura, della società del domani! Porti alla luce le enormi difficoltà che stanno vivendo in questi giorni le università italiane. A Bari, come nel resto d’Italia si va incontro a ritardi nell’inizio delle lezioni, o addirittura alla cancellazione di alcuni corsi di studio. Le sembra normale tutto ciò? Le sembra di poco conto? Non dovrebbe essere il futuro la cosa più importante di un Paese civile?
Grazie dell’ attenzione!
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